
Basta inserire qualche parola chiave in ogni motore di ricerca e si possono trovare decine di articoli al riguardo.
Io vi propongo l'articolo di Focus:
www.focus.it/Salute/speciale/La_macchina_che_cerca_l_origine_
dell_universo.aspx
ALLA SCOPERTA DEL SISTEMA SOLARE

Stelle che esplodono, venti stellari e formazione di nuove stelle, sono sempre le stelle la parte più attiva nella creazione di strane figure dalle forme più varie e dalle diverse dimensioni.
Gli astronomi credono sempre di vederci qualcosa, ma non è detto che tutti ci vedano le stesse cose. Vi chiediamo di dirci la vostra idea.
Da tempo gli astronomi si interrogano sulla natura di questi "bracci" di colore blu. Probabilmente sono fuoriuscite di particelle elettrizzate sparate da un buco nero supermassiccio che si trova al suo interno.
La nebulosa “Pelliccia di volpe” deve la sua colorazione fulva (colorazione falsa, che si vede così solo al telescopio) all'idrogeno ionizzato mischiato alle abbondanti polveri cosmiche, che sono presenti nell’ammasso di stelle vicino. Un ammasso stellare chiamato dagli astronomi NGC 2264.

Laika è uno dei nomi con cui è nota il cane femmina che il 3 novembre 1957 lasciò la Terra a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2.Il suo vero nome era Kudrjavka, mentre viene spesso chiamata anche Muttnik (da mutt che in inglese significa bastardino e dal nome della capsula Sputnik).
La capsula Sputnik 2 era attrezzata per il supporto vitale e portava cibo ed acqua ma non prevedeva il rientro, quindi la sorte di Laika era segnata fin dall'inizio della missione. La capsula era inoltre attrezzata con sensori tali da permettere il monitoraggio dei segnali vitali del passeggero come pressione sanguigna, battiti cardiaci e frequenza del respiro.
Fino a poco tempo fa era certo che, dopo il lancio delloSputnik 2 dal cosmodromo di Baikonur, Laika fosse arrivata viva in orbita ma già dopo l'entrata in orbita i dettagli della sua sorte erano incerti. Esistono infatti diverse versioni dei fatti tra loro contrastanti.
Secondo alcune Laika morì poche ore dopo l'entrata in orbita mentre altre stimano che Laika sopravvisse per circa dieci giorni (ipotesi inverosimile poiché le batterie che alimentavano i sistemi dello Sputnik 2 si esaurirono dopo circa sei giorni).
La versione ufficiale dell'epoca data dal governo sovietico è che Laika sopravvisse per "oltre quattro giorni". Tuttavia, nell'ottobre 2002 furono resi noti i risultati di nuove ricerche compiute da uno scienziato russo (Dimitri Malashenkov), che rivelarono che Laika sopravvisse unicamente per un periodo compreso tra le 5 e le 7 ore dopo il decollo a causa degli sbalzi di temperatura caldo - freddo.